#acasaconKERS Sospensione del mutuo. La parola all’Esperto.

Cosa dice il Decreto

Il Decreto Cura Italia offre la possibilità di sospendere le rate del mutuo per un massimo di 18 mesi. Una possibilità della quale può usufruire chiunque si dovesse trovare in difficoltà a causa di un problema lavorativo che si protragga da almeno 30 giorni, quale ad esempio:

  • Perdita dell’impiego
  • Riduzione dell’orario di lavoro
  • Sospensione lavorativa
  • Cassa integrazione

Sospensione del mutuo, come fare

La domanda di sospensione si effettua direttamente presso la propria banca.

Quasi tutte le banche si sono attivate prima ancora che uscisse il decreto. Sul sito istituzionale della vostra banca dovreste trovare il modello di autocertificazione per fare richiesta di sospensione. Qualora non doveste trovarlo, il consiglio è di contattare telefonicamente l’istituto di credito, oppure il vostro consulente.

Le cose da ricordare:

  1.  Se state lavorando regolarmente non potete chiedere la sospensione del mutuo.
  2.  È necessario dimostrare di non essere in grado di pagare le rate. Al momento è sufficiente un’autocertificazione, ma non si esclude che, a richiesta, la reale difficoltà vada dimostrata con documentazione adeguata.
  3. Il mutuo stipulato non deve essere superiore ai 250.000 euro.
  4. Il mutuo oggetto della richiesta di sospensione deve essere in regolare ammortamento da almeno un anno. In questo caso, però, il consiglio è di provare comunque a rivolgersi alla propria banca, che, una volta verificato lo stato di necessità, dovrebbe essere disponibile ad andare incontro al cliente.
  5. Nel caso in cui siate in ritardo con il pagamento delle rate del mutuo, questo ritardo non deve essere superiore ai 90 giorni.
  6. Non è più richiesto il requisito dell’Isee inferiore ai 30.000 euro
  7. Anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti possono richiedere la sospensione del mutuo, a patto che dimostrino che, a causa della situazione di emergenza legata al Covid-19, abbiano subito una riduzione di almeno il 33% di fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2019.

Se otterrete la sospensione, la stessa non verrà segnalata in Centrale Rischi, ma non è certo che non venga segnalata in altre banche dati tipo Crif, CTC o altre.

Il consiglio dell’esperto KERS

Aldo Petrelli, consulente del credito, Affida srl:

Anche se la sospensione non venisse segnalata in banca dati, non è escluso che in futuro possa essere negato un nuovo accesso al credito. Ad esempio, qualora doveste fare richiesta di surroga, il nuovo istituto di credito potrebbe facilmente verificare, da un estratto conto o dal conteggio estintivo del mutuo che volete surrogare, che vi è stata una sospensione e decidere di negarvi la surroga.
Quindi, se potete evitare la sospensione, evitatela. Fatela solo se non avete altre strade da percorrere.

Eventualmente, valutate le alternative che il mercato e la legge ci mettono a disposizione, quali ad esempio:

  1.  Surroga del mutuo, con la quale si può abbattere sensibilmente l’importo della rata.
  2.  Mutuo consolidamento, per chi volesse riunire rate di prestiti e mutuo in un unico finanziamento con un’unica rata.
  3.  Mutuo liquidità, per chi avesse necessità di provvista economica nell’immediato.
  4.  Prestito chirografario fino a 30 mila euro, che verrebbe erogato in pochi giorni.

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